mercoledì 16 marzo 2011

Romeo e Giulietta

La leggendaria vicenda ha avuto una tradizione figurativa fitta e articolata, frutto del recupero compiuto dalla cultura romantica nei confronti del grandissimo tragediografo.


Autore: William Shakespeare (1564 - 1616)

Titolo originale: Romeo and Juliet (1596)

Genere letterario: Tragedia in cinque atti in versi e in prosa

Diffusione: In pittura l'opera ha goduto di una straordinaria fortuna che va dalla fine del Settecento all'Ottocento, con significativi episodi novecenteschi ed esempi anche scultorei. Non si può fare a meno di ricordare la fortuna cinematografica del soggetto, da Franco Zeffirelli (Romeo e Giulietta, 1968) a Baz Luhrmann (William Shakespeare's Romeo + Juliet, 1996), senza mettere da parte tutte le interpretazioni liberamente ispirate dall'opera (West Side Story, 1961).


E' stata soprattutto la pittura inglese dal secondo Settecento al primo Ottocento a dedicarsi a tradurre in immagini la vicenda. Gli artisti preromantici europei europei hanno puntato sulla drammaticità lacerante delle passioni, utilizzando fondali scuri e gestualità enfatiche. Il Romanticismo italiano invece, risvegliato sul tema dalle versioni operistiche contemporanee, si è curato della messa in scena di tipo teatrale, ricca di un accurato apparato di costumi e arredi, dove il pathos sentimentale si spegne e trionfa il revival storicistico. In entrambi i casi sono due i momenti privilegiati: il bacio di congedo tra i due amanti e il tragico e concitato epilogo presso il sepolcro di Giulietta.


Francesco Hayez - L'ultimo bacio dato da Giulietta a Romeo (1823)


  • Il dipinto rappresenta la celebre scena 5 dell'atto III. Divenne uno dei dipinti di culto dell'Ottocento romantico grazie alle moltissime riproduzioni in incisione, miniatura, smalto, cammeo.
  • La critica contemporanea notò tra i pregi dell'opera la suggestiva e fedele ricostruzione d'ambiente e le riconobbe appieno il valore di manifesto della poetica romantica in Italia, per aver sostituito con pari dignità alla mitologia classica la mitologia moderna.

  • Fece scandalo presso la critica più classicista l'intensità del desiderio erotico che emana dalla figura di Giulietta.


Johann Heinrich Füssli - Romeo sulla bara di Giulietta (1809)

  • Il dipinto rappresenta la scena 3 dell'atto V, quando Romeo contempla per l'ultima volta Giulietta prima di prendere il veleno.

  • Le due figure, l'una quasi irriconoscibile nella fitta oscurità, l'altra resa diafana da una luce soprannaturale, acquistano una particolare forza di suggestione grazie ai sapienti effetti compositivi e luministici dell'opera.


Pietro Roi - Morte di Giulietta e Romeo (1882)

  • Il dipinto rappresenta il momento in cui Giulietta, risvegliatasi dalla sua morte apparente, trova Romeo agonizzante e si dispera.
  • Di grande efficacia è l'enfasi melodrammatica della scena, per la composizione e la gestualità di stampo teatrale, accentuata dalla scenografia spoglia della cripta mortuaria e dall'arrivo sulla scena di frate Lorenzo (a destra del quadro), responsabile involontario del tragico equivoco.
  • Di notevole realismo è l'espressione incredula e già annebbiata dal veleno di Romeo, con il collo contratto nello sforzo di sollevarsi da terra.

Joseph Wright of Derby - Giulietta con Romeo morto (1790-91)

  • Giulietta, rimasta sola nella cripta con il cadavere di Romeo, ne ha appena baciato le labbra ancora calde che ode il passo del guardiano di cui s'intravede l'ombra all'ingresso; allarmata, afferra il pugnale e sta per rivolgerlo verso di sé: "Ancora rumore! Devo fare presto. Oh, caro pugnale!".

  • Joseph Wright of Derby fu celebre soprattutto per la sua sapientissima capacità di usare le luci in modo drammatico e spettacolare. Generalmente se ne serviva per scene "a lume artificiale", come in questo caso, in cui compone una scena teatrale che non ha nulla di superfluo.

Altre opere

Frank Dicksee - Romeo and Juliet (1884)

Ford Madox Brown - Romeo and Juliet (1870)

James Northcote - Romeo e Paride morti; Giulietta e Frate Lorenzo (1789)

Hans Makart - Romeo e Giulietta, scena del balcone (1860-70 cir.)

Oh, ma quale luce irrompe da quella finestra lassù?
Essa è l'oriente, e Giulietta è il sole.
Sorgi, bel sole, e uccidi l'invidiosa luna già malata e livida di rabbia, perché tu, sua ancella, sei tanto più luminosa di lei. Non servirla, se essa ti invidia; la sua veste virginale e d'un colore verde scialbo che piace solo agli stupidi. Gettala via! Ma è la mia dama, oh, è il mio amore! Se solo sapesse di esserlo! Parla eppure non dice nulla. Come accade? È il suo sguardo a parlare per lei, e a lui io risponderò. No, sono troppo audace, non è a me che parla. Due delle più belle stelle del cielo devono essere state attirate altrove e hanno pregato gli occhi di lei di scintillare nelle loro orbite durante la loro assenza. E se davvero gli occhi di lei, gli occhi del suo volto, fossero stelle? Tanto splendore farebbe scomparire le altre stelle come la luce del giorno fa scomparire la luce di una lampada: in cielo i suoi occhi brillerebbero tanto che gli uccelli si metterebbero a cantare credendo che non fosse più notte..



[fonti: Dizionari dell'Arte - Episodi e personaggi della letteratura; con integrazioni dei miei studi personali (facoltà di Belle Arti - Storia dell'Arte)]


sabato 12 marzo 2011

Le Nove Muse

Auguste Moreau - Apollo e le muse (1856)


Muse: Divinità che presiedono all'ispirazione artistica nei campi della poesia, della musica e di altre arti; sono compagne di Apollo. Sono figlie di Giove e della titanide Mnemosine che erano giaciuti insieme per nove notti consecutive. Erano in origine le ninfe di fonti sacre che avevano il potere di fornire l'ispirazione, specialmente l'Aganippe e l'Ippocrene sul monte Elicona, e la fonte Castalia sul monte Parnaso. Quest'ultimo luogo divenne infine la loro dimora riconosciuta. Per questo fontane e corsi d'acqua compaiono spesso nei dipinti raffiguranti le Muse. Col tempo il loro numero si fissò definitivamente in nove e ciascuna acquisì una propria specifica sfera di influenza nel campo del sapere delle arti. I loro attributi, particolarmente gli strumenti musicali, sono suscettibili di mutamenti a seconda dei periodi.

(J. Hall - Dizionario dei soggetti e dei simboli nell'arte)


Clio: in greco significa "festeggiare", "celebrare". Presiede alla storia ed alla poesia epica, ebbe un figlio, Reso, avuto dalla relazione con il dio fluviale Striamone. Era rappresentata come una vergine, coronata d’alloro; con una tromba in una mano ed un libro nell’ altra (solitamente di Erodoto o Tucidide).

Euterpe: il suo nome significa "colei che sa piacere", è colei che è dedita alla musica e alla poesia lirica. Considerata l’inventrice del flauto doppio, era una fanciulla col capo adorno di ghirlande di fiori.

Talia: dedita alla commedia, rappresentata da un cartiglio o da una viola, ha una maschera tra le mani e una corona d’edera sul capo.

Melpomene: da "melpein" (cantare), musa della tragedia. Indossa una maschera tragica sul volto, possiede un pugnale o una spada ed ai suoi piedi si può trovare uno scettro o altri oggetti di scena.

Tersicore: alla danza e al canto, era una creatura riservata e solitaria. Era una bellissima ragazza incoronata con ghirlande di fiori che ballava; aveva una lira, una cetra o un altro strumento a corde.

Erato: alla poesia lirica e amorosa, il suo nome è originato da Eros. Ha nella mano destra un arco e nella sinistra una lira o un tamburello; era una bella giovinezza con la testa adornata di mirto e rose. A volte è rappresentata come un cigno, si potrebbe trovare anche un putto ai suoi piedi.

Urania: all'astronomia, non a caso trae nome da "Ouranos" (cielo). Era raffigurata come una vergine con un globo ed un compasso fra le mani. Spesso è anche contornata da un cerchio di stelle.

Calliope: già Esiodo la riteneva più nobile delle Muse, è l'ispiratrice e la protettrice della poesia in generale e di quella epica ed elegiaca in particolare. Nei lessici medievali Dante poté trovare anche il significato del nome: "dalla bella voce". Ha sempre con sé la stilo e le tavolette cerate, un libro (l'Iliade) e una corona d'alloro. Diede i natali, con il re della Tracia, Eargo, ad Orfeo che ricevette da Apollo, la propria cetra. Furono le stesse Muse ad istruire il giovane Orfeo.

Polimnia: al mimo e agli inni eroici; il suo nome deriva da "poly" (molto) e "Hymnos" (inno), oppure da "mnasthai" (ricordarsi). Vestita di bianco, con una ghirlanda di fiori od un diadema di perle, ha un organo portativo, o più raramente un liuto, e tiene anche uno scettro.


Tintoretto - Apollo e le muse (1560 cir.)

Nicolas Poussin - Apollo e le muse (1639)

Jacques Stella - Minerva e le muse (1645)

Caesar van Everdingern - Le quattro muse con Pegaso (1650)

Eustache Le Sueur - Le muse Clio, Euterpe e Talia (1655)

Eustache Le Sueur - Le muse Melpomene, Erato e Polimnia (1655)

Anton Raphael Mengs - Apollo e le Muse sul monte Parnaso (1760)

Norbert Schroedl - Anacreonte con le muse (1890)

Gustav Klimt - Le Muse, particolare fregio Beethoven (1902)

Marc Chagall


Il compleanno - Marc Chagall, 1915


«Ti sei gettato sulla tela, che trema fra le tue mani. Premi i colori dai tubetti e i pennelli: rosso, bianco, nero, blu. E mi trascini nel torrente dei colori. Ad un tratto, mi sollevi da terra, e tu stessi prendi slancio con un piede, come se la stanzetta fosse troppo angusta per te. T'innalzi e ti distendi, fluttuando fino al soffitto. La tua testa gira intorno alla mia. Sfiori le mie orecchie sussurrando qualcosa...ascolto la melodia della tua voce dolce e grave. Perfino nei tuoi occhi intendo quel canto e tutti e due insieme, lentamente, ci solleviamo sulla camera adorna e ci involiamo. Arriviamo alla finestra e vogliamo attraversarla. Fuori ci chiamano le nuvole e il cielo blu. I muri con tutti i miei scialli variopinti girano intorno a noi e ci fanno girare la testa. Ora voliamo abbracciati nel cielo e i campi di fiori, le case, i tetti, i cortili e le chiese sembrano galleggiare sotto di noi..»

[Bella Chagall]


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Andrea Bocelli - Dell'amore non si sa

http://www.youtube.com/watch?v=lDSJSe8Ep_4

martedì 1 marzo 2011

John Collier


Lady Godiva - John Collier, 1898


«Vi prendo in parola, signore: domani attraverserò Coventry da un capo all'altro senza alcun vestito, e voi esonerete dalle tasse i vostri sudditi. Vi proverò che ho più a cuore la miseria del mio popolo che l'inutile civetteria. E non é detto inoltre, che una vera nascita d'alto lignaggio e un'autentica bellezza non possano mostrarsi al naturale senza alcun timore..»

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Ernesto Cortazar - Beethoven's Silence

http://www.youtube.com/watch?v=tGtScuFxm6A

William Clarke Wontner


Valeria - William Clarke Wontner, 1916


«La natura, le cose, le persone, a ben vedere, sono capaci di stupirci per la loro bellezza. Nel bello traspare il vero, che attrae a sé attraverso il fascino inconfondibile che emana dai grandi valori. Sentimento e ragione si trovano così ad essere radicalmente uniti da un appello rivolto alla persona tutta intera»

[Giovanni Paolo II ]

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Dan Gibsons - Lotus Temple

http://www.youtube.com/watch?v=D5wKiYB7gAI